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Romito Cataldo

 





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NEGOZI

 

La provincia italiana con il maggior numero di negozi d'usato in Italia è Roma con 394 punti vendita (11,5 per cento del totale nazionale) * Seguono Milano con 232 negozi (6,8%) e Napoli con 206 (6%).  

 

 
 

 

L'ENERGIA

 

Sono state approvate dal Parlamento il 9 luglio 2009 le "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese e l'energia", provvedimento che faceva parte dei collegati alla finanziaria per il 2009 * Tra le principali misure: il ritorno dell'Italia al nucleare; la class action (che non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010); il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni) * La "Legge sviluppo", come è stata rinominata, ridisegna un nuovo equilibrio tra Stato e Mercato: lo Stato rafforza il proprio ruolo di regolazione e sostegno delle fasce più deboli delle imprese e dei cittadini all'interno di un quadro di regole che tutelano e responsabilizzano il mercato e i vari soggetti economici * Con questo provvedimento si passa dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà, avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza * Queste le riforme strutturali introdotte dalla "Legge sviluppo" * Energia: si snelliscono le procedure per la realizzazione delle reti e delle infrastrutture energetiche; si dà forte impulso alle fonti rinnovabili; si riapre la strada al nucleare * Imprese: snellimenti delle procedure e dei tempi; migliore valutazione dei progetti imprenditoriali; maggiore ricorso ai cofinanziamenti pubblico-privato attraverso i nuovi contratti di sviluppo, eredi degli attuali contratti di programma * Consorzi agrari e camere di commercio: trasformazione dei consorzi agrari in cooperative; riorganizzazione della rete camerale per aumentarne l'efficacia nel sostegno ai sistemi economici territoriali * Consumatori: la class action diventa operativa e sono introdotte nuove misure a tutela dei consumatori per una maggiore trasparenza dei servizi energetici e di telecomunicazione. 

 

 
 

 

PENSIONI

 

Da più parti si leva la voce attraverso la quale sembrerebbe che per risolvere il problema dei pensionati, sempre più numerosi, e delle pensioni connesse, l'unica soluzione sia quella di alzare l'età lavorativa * A noi sembra una soluzione, partorita da un grippo di giuslavoristi non lungimirante e altrettanto inutile * Non si può assolutamente pensare che una persona - uomo o donna che sia - possa lavorare oltre 40 anni perché altrimenti non si sa come pagargli la pensione * Noi come Associazione Italiana Pensionati, abbiamo più volte detto e scritto che l'unico sistema per poter risolvere il problema delle pensioni passa prima di tutto da una netta posizione, volta a separare definitivamente e inequivocabilmente la previdenza dall'assistenza * Solo attraverso questa netta separazione è possibile, poi, parlare di riforma delle pensioni * Abbiamo suggerito anche che il Parlamento dovrebbe varare una normativa che conceda la perequazione a tutti i pensionati pubblici e privati in una misura pari, in percentuale, dal 30 al 40 per cento del contratti dei pari grado in servizio o che, in alternativa, si azzeri l'aliquota Irpef a tutti i pensionati * Attraverso questa normativa i pensionati potrebbero ricevere non solo più soldi sulle loro pensioni, ma il loro potere d'acquisto sarebbe fortificato e migliorato indipendentemente dall'indice Istat del costo della vita * Abbiamo anche suggerito che si potrebbe realizzare un nuovo progetto pensionistico che noi abbiamo denominato pensioni "anno zero" * Si tratta di istituire un assegno vitalizio perpetuo (AVP) da concedere a tutti coloro pensionati pubblici e privati che, indipendentemente dalle mansioni svolte, dai livelli lavorativi acquisiti, dai gradi raggiunti, arrivati ad una certa età anagrafica - da stabilire tecnicamente e logisticamente - sia uguale per tutti, poiché l'obiettivo è non solo dimezzare la forbice sperequativa tra pensionati, ma anche assicurare a tutti gli anziani ad una vecchiaia dignitosa, senza gravare sia sui lavoratori sia sulla collettività * Noi pensiamo che solo attraverso questo progetto è possibile controllare i costi e dare più soldi ai pensionati. (Michele Orelli, Presidente A.I.P) 

 

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